04 Giugno 2019

Prosecco e patatine

ore 12.00 Stazione di Trastevere

Finisce sempre così, a prosecco e patatine, che tarallucci e vino che non si usa più. Cazzate.
Qualunque cosa purché fluidifichi e aiuti a lasciar andare.
Ecco il punto.

Allora succede di affezionarsi a un luogo, a una cosa, a delle bollicine, a un colore, a un cielo… Ci sovrapponiamo, ci distendiamo su queste cose per essere quasi loro stesse, per materializzare il più possibile l’impalpabile e l’incommensurabile.

È complicato sostenere l’intimità dell’affetto se non può manifestarsi con gesti parole o cose. Allora a volte succede che bisogna lasciar andare.
A volte succede.

Lasciare andare via e fare i conti con quelli e quello che resta.
Ma tanto come la metti la metti… Avoja a tappa buchi, è l’esistenza che va a perdersi, costellata di voragini ed incompiutezza.

Così un giorno ti manca una spalla, un’altro un pezzo di cuore e alla fine se ti va bene, (ma ti deve andare molto bene) ti serve un bastone altrimenti non cammini più.

Lasciarsi andare.
Dimenticarci di noi, dei nostri corpi finiti, perderci in un flusso molecolare, spalla a spalla roteare, scivolare dentro le maglie, finire nel mare e ritornare su.
Fare l’amore all’infinito, dimenticare.

P.s.: Credo anche che poter invecchiare insieme sia il meglio che possa augurarmi.