12 Marzo 2018

La questione del cambiamento

Non credo di essere una persona che sta a suo agio nel cambiamento. Ci metto un po’ ad adeguarmi, tanto che è già di nuovo tempo di cambiare. Va così pressappoco continuamente.

Sarà per questo che ad un certo punto mi sono sentita attratta da quelle situazioni di passaggio morbide. Dalla nebbia che confonde i contorni delle cose, che amalgama tutto fino a renderle fantasmi. Dalle nuvole che entrano dentro i confini del paesaggio e lo sfaldano. Da quei punti in cui una cosa diventa un’altra fluidamente.

Mi piacerebbe fosse così anche per l’anima.

Sono già quattro mesi che non vedo e non sento al telefono mia madre, e ancora mi sveglio pensando di chiamarla o che lei mi chiamerà.

Tutto porta a credere che esista un punto dello spirito da cui la vita e la morte,

il reale e l’immaginario, il passato e il futuro, il comunicabile e l’incomunicabile,

l’alto e il basso cessano di essere percepiti come contraddittori.

 André Breton, Secondo manifesto del Surrealismo,1930.

Anno: 2015